Motivazioni e obiettivi

Con riferimento alla premessa, ho considerato che una presa di coscienza mirata allo scopo di sensibilizzare l’opinione pubblica sulla squalificazione dell’opera di Michelangelo può essere favorita da una premonizione artistica, una visione: nel 2010, come descritto, ho deciso di portare all’esasperazione visiva l’immaginario che ruota intorno al David, accelerandone il processo di svalutazione fino a un punto di non ritorno, esaltando la mercificazione del sacro all’ennesima potenza per denunciare il processo in atto. Ho creato così un assunto-assurdo: il Re David, apoteosi del simbolo come feticcio uno e trino: simbolo del potere laico, simbolo religioso e simbolo artistico, talismano di rinascita grazie al potere rigenerante  dell’acqua dell’Arno, custodita all’interno della statuetta-bottiglia, presentata nelle esposizioni come reliquia.

La mia convinzione è che l’acqua dell’Arno possiede proprietà magiche: è l’elemento vitale della città, ha bagnato e dissetato generazioni di artisti. Pertanto, sul piano simbolico, il David-bottiglia è il ricongiungimento simbolico della madre (l’acqua) con il figlio. Allo stesso tempo Il David-Re è un’immagine di moderna alchimia visiva: simbolo di forza e supremazia del bene contro i soprusi, di eterna giovinezza, soluzione per tutti i mali che affliggono la città di Firenze.

 La bottiglietta funziona come un accumulatore di energia: mette insieme due potenze diverse, un simbolo religioso e un simbolo artistico. Le due fasi sono accumunate, sul piano del sacro, in una nuova icona contemporanea e  usano come veicolo l’acqua, nella sua valenza magica di pozione, elisir.

Il paradosso dell’operazione artistica è: per combattere un tipo d’ inquinamento  visivo lecito solo in parte ( i souvenir, i gadget) bisogna crearne uno apparentemente illecito che supera tutti gli altri, secondo il principio latino UBI MAIOR MINOR CESSAT. La speranza è che anche il Re-David sia un vetture programmato per la sua autodistruzione, purchè riesca a raggiungere il culmine della coscienza collettiva, oltre la stratosfera visiva. Il Nuovo Re David è un atto di amore per un’opera d’arte, un talismano contemporaneo che mette in cortocircuito l’idea di sacro, nella speranza di generare veramente una presa di coscienza diffusa: l’ultimo gradino sulla soglia del baratro, un antidoto alla peste contemporanea che affligge Firenze. Un momento magico e surreale, un incantesimo artistico: al culmine dell’esperienza visiva, in uno stato di grazia oltre il visivo conosciuto, bagnandosi con l’acqua dell’Arno contenuta nella bottiglietta, il talismano stesso,come in una favola, scomparirà e potremo vedere con occhi nuovi l’opera come non l’abbiamo mai vista prima.

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